Agriturismo Barberino v. d'Elsa

Agriturismo a breve distanza da Barberino val d'Elsa

Corte dei Cavalli si trova precisamente a mezza strada tra Barberino val d'Elsa e Certaldo.


Barberino val d'Elsa, posto tra le colline della val di Pesa e quelle della val d'Elsa, nacque in seguito alla completa distruzione da parte dei fiorentini del castello di Semifonte, avvenuta nel 1202.

Originariamente proprietà dei conti Alberti di Vernio, il castello venne ceduto alla Repubblica fiorentina il 12 febbraio 1180 dal conte Alberto che si impegnava, unitamente ai propri figli Maghinardo e Rainaldo, a non difendere i propri vassalli al momento dell'assedio da parte dei fiorentini.

Ciò si verificò nel 1202 ed il castello è rimasto celebre per la strenua difesa di coloro che lo abitavano. Tuttavia a Firenze venne emanato un editto nel quale si diceva che nessuno avrebbe più dovuto ardire edificare là dove sorgeva l'antico castello.


Barberino val d'Elsa si sviluppò quindi, in seguito alla caduta di Semifonte, intorno alla chiesa di San Pietro in Bossolo, già citata in una pergamena datata 1054 conservata nell'archivio della Badia a Passignano.


Le prime notizie del borgo risalgono alla fine del Duecento, quando i fiorentini cominciano a munirlo di mura fornendolo al contempo di una compagnia militare di presidio. Lo storico Giovanni Villani lo ricorda come una delle fortezze espugnate dall'imperatore Arrigo VII nell'inverno del 1312 dopo aver desistito dall'infruttuoso e lungo assedio a Firenze. Quest'ultima, però, tornò ben presto in possesso del paese che divenne podesteria del Vicariato di Certaldo.


Assai poco mutata dal Medioevo, la struttura urbanistica del paese conserva le caratteristiche di fortificazione esaltate dall'altura di circa quattrocento metri su cui è situato.


Solo una parte del territorio di Barberino val d'Elsa pertiene al Chianti Classico, lo stesso capoluogo per poco ne è escluso. La notevole attenzione turistica di cui Barberino gode è dovuta alla grande ospitalità degli abitanti e alla ricchezza artistica dei dintorni. Mentre nella zona del Chianti sono fortemente sviluppati agricoltura e turismo, nella valle dell'Elsa vi è stato un forte incremento dell'industria, soprattutto nel settore meccanico, del legno e della costruzione di camper.


Il paese conserva quasi tutta l'antica cinta muraria, rotta solo dalle due porte di accesso, una delle quali, quella senese, perfettamente conservata. Lo spirito del luogo, ancora schiettamente medievale, ben si coglie camminando per le strette strade del centro, che custodisce diversi edifici duecenteschi, tra cui il palazzo Barberini. Al Quattrocento risale invece il bel palazzo Pretorio, arricchito sulla facciata da un gran numero di stemmi podestarili.


Ricostruita ad inizio secolo in stile neo-romanico è la chiesa di San Bartolomeo, in cui si conserva un affresco raffigurante un'Annunciazione databile tra il XIV e il XV secolo e un busto di bronzo dorato del beato Davanzati, attribuito a Pietro Tacca.



NEl DINTORNl

(percorrendo la strada che da Barberino conduce a Certaldo, a meta' della quale trovate il nostro agriturismo)


Si lasciano le sobrie architetture di Barberino val d'Elsa con rimpianto per incontrare una delle pievi più belle del contado toscano, quella di Sant'Appiano (dal nome dell'evangelizzatore della val d'Elsa) risalente al X secolo, in stile protoromanico.
L'impianto dell'edificio è basilicale, con tre navate e abside semi circolare. Al 11 71 risale un primo rifacimento reso necessario dal crollo della torre campanaria. Poiché l'edificio rappresentava il cuore religioso del territorio venne immediatamente ricostruito ed ampliato. La ricchezza e l'importanza della chiesa ci sono testimoniati dalle numerose opere d'arte in essa custodite, da un chiostro che fa parte del complesso e dai resti di un battistero che sorgeva dinanzi alla facciata, distrutto dal terremoto del 1805. Del battistero sono oggi visibili solo quattro pilastri mentre resta ben chiara l'ambizione del pievano di Sant'Appiano di non essere da meno del clero fiorentino che aveva di fronte alla basilica di Santa Reparata (oggi Santa Maria del Fiore) il proprio battistero.
A Sant'Appiano si trova anche un piccolo museo dove sono conservati reperti etruschi rinvenuti nei dintorni.


Di orgoglio la zona doveva averne da vendere, basti pensare a Semifonte, il grande castello distrutto dai fiorentini all'inizio del XIII secolo sulle rovine del quale venne costruita la cappella di San Michele Arcangelo, progettata da Santi di Tito nel 1597. L'edificio curiosamente, e sta qui l'orgoglio degli abitanti di questa zona e anche !'interesse di una visita, riproduce in scala minore la brunelleschiana cupola di Santa Maria del Fiore.


Nel territorio di Barberino val d'Elsa si trova anche la chiesa di San Ruffiniano a Monsanto, su una deviazione della strada che da San Donato in Poggio conduce a Castellina. Eretta nel X secolo a tre navate, la chiesa è uno dei più antichi edifici religiosi del Chianti. Al suo interno è custodito un bel crocifisso ligneo del XV secolo. San Ruffiniano fece parte delle numerose chiese rurali appartenenti alla giurisdizione della pieve di Sant'Appiano.


A ovest di Monsanto si trova Linari, un tempo centro fortificato con castello oggi gradevole borgo con edifici rurali medievali e la bella chiesa di Santo Stefano ove lavorò anche il pittore Neri di Bicci.


Ancora più ad ovest si trova Vico d'Elsa, secondo centro del comune di Barberino, anch'esso posto su un poggio ed un tempo fortificato. Dell'antica cinta muraria oggi non resta traccia mentre assai pregevole, sulla piazza principale del paese, è palazzo Torrigiani, la cui costruzione risale al XVXVI secolo. Non si lasci Vico senza visitare l'oratorio di San Bernardo con la cappella Guicciardini, dove si trovano affreschi del XVII secolo attribuiti a Giovanni da San Giovanni raffiguranti Storie della Vergine.


Risalendo infine da Vico d'Elsa verso Barberino si incontra il piccolo borgo di Petrognano, punteggiato da una serie di belle costruzioni turrite, dove si trova la chiesa di San Pietro. Da questa sono state asportate alcune opere d'arte finite in edifici religiosi del comune di Certaldo; in particolare un crocifisso ligneo policromo del Duecento.

Soggiornate dunque in questo bellissimo angolo di Toscana.

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