SOPRATIUTTO VINO ...
Il vino nel Chianti è stato prodotto sin dall'antichità: documenti presso la chiesa di Santa Cristina a Lucignano ci segnalano coltivazioni di viti già prima del Mille.
La Toscana medicea amava molto il nettare d'uva e già nel Seicento il vino del Chianti comincia a guadagnar fama, tanto da venire esportato in Inghilterra come merce di scambio di alta qualità.
Canta Francesco Redi nel suo Bacco in Toscana (1685):
«Lingua mia già fatta scaltra/
Gusta un po', gusta quest'altro /
Vin robusto che si vanta /
D'esser nato in mezzo al Chianti /
Maestoso /
Imperioso /
mi passeggia dentro il core /
E ne scaccia senza strepito /
Ogni affanno e ogni dolore ... ».
Nel 1716, il granduca di Toscana Cosimo III lo ufficializza "vino di denominazione e origini protette".
Sotto i Lorena l'enologia e il commercio del prodotto hanno un forte impulso.
L'Ottocento sancisce il successo del Chianti, premiato anche all'esposizione di Parigi del 1878; ed è in questo stesso secolo che Bettino Ricasoli, l'allora proprietario del castello di Brolio, dettò la formula del Chianti Classico.
Questa contempla la prevalenza di Sangiovese per un 75-90%; e poi Canaiolo nero, nella misura del 5-10% e uve bianche (Malvasia e Trebbiano) per un 5-10%.
Nella sua futura evoluzione, il Chianti avrà sempre più corpo, colore e profumo sempre più intensi e rafforzerà il suo tipico aroma di amarena e viola mammola, grazie ad una accettata predominanza di uva Sangiovese.
Dopo quello del '24 si sono formati i consorzi" del Gallo Nero" e del "Vino Chianti Classico" (è recente la trasformazione del "Consorzio del Gallo Nero" in "Consorzio del Marchio Storico").
I due consorzi hanno finalità differenti: lo storico "Gallo Nero" promuove il marchio in Italia e all'estero, il "Consorzio Vino Chianti Classico" si è assunto compiti di ispezione, assistenza, vigilanza e tutela della denominazione.
Del 1967 è la legislazione DOC (Denominazione di origine controllata) che conferma limiti geografici e di produzione del Chianti. Nel 1984 lo Stato con la DOCG rende proprie le regolilmentazioni dei consorzi. A proposito delle denominazioni IGT, DOC, DOCG leggete anche la pagina del sito sui vini italiani.
La denominazione "Chianti" viene attualmente attribuita anche a vini di aree circostanti, tanto da coprire un territorio di circa 450.000 ettari, di cui circa 70.000 sono occupati dal Chianti Classico in senso stretto.
Su questi operano oltre 250 fattorie che producono circa 300.000 hl di vino: più della metà di questi parte alla volta della Germania, degli Stati Uniti e del Giappone.
Tra le 250 fattorie, l'Azienda agricola Monte dei Lotti, di cui l'agriturismo Corte dei Cavalli e' parte.
Leggete anche la pagina sull' olio di oliva toscano.
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